martedì 12 giugno 2018

Assassin’s Creed Odyssey: 5 ottobre 2018.


L’attesa è grande per i giocatori e in particolare per gli appassionati di Assassin’s Creed, la Ubisoft ha finalmente annunciato l’uscita di Assassin’s Creed Odyssey per il 5 ottobre 2018.


Assassin’sCreed Odyssey sarà ambientato nella Grecia antica, per  la precisione durante la guerra del Peloponneso, 400 anni prima degli avvenimenti raccontati da Assassin’s Creed Origins.  Il giocatore potrà scegliere se giocare ad Assassin’s Creed Odyssey nei panni di Alexios o Kassandra , al di la della scelta puramente stilistica, ci troveremo davanti un personaggio esiliato dalla propria famiglia a causa di una nefanda profezia dell’oracolo Delfi, personaggio che,  dopo 17 anni, torna nella terra natia per un incarico come mercenario e li incontra coloro che lo hanno messo al bando. Eccola l’Odissea, una ramificazione di avvenimenti più o meno emotivi, più o meno narrativi, che condurrà il player nel nuovo Assassin’s.


Assassin’s Creed Odyssey vedrà il proseguimento della storia di  Layla Hassan, ragazza archeologa vista per la prima volta in Origins, il quale modo o maniera la nostra Layla passerà dalle mummie dell’Egitto di Assassin’s Creed Origins alle statue greche non è dato immaginare tanto meno sapere, quello che appare chiaro, anzi evidente,  è che la Ubisoft cerca di far tramontare nella mente e nell’animo del player il ricordo di Desmond Miles cercando di mettere in piedi un nuovo imprinting  narrativo. C’è da sperare che la Ubisoft ci riesca, impresa è titanica visto i primi umori del popolo di Assassin’s.


Assassin’s Creed Odyssey si presenta  subito come un gioco di ruolo action open world, la narrativa è rivoluzionata sarà possibile scegliere il dialogo del nostro personaggio con i membri non giocanti, ovviamente sarà chiaro da subito la parte di dialogo che porterà ad un proseguimento della storia o ad un approfondimento della stessa.



Molti i combattimenti navali in puro stile Assassin’s Creed Black Flag, nelle sequenze a terra le differenze con Origins risiedono nel combattimento: l’adrenalina non servirà più solo per attivare l’abilità dell’arma equipaggiata ma, un certo numero di abilità da sbloccarsi nella schermata dei talenti.



I talenti sono suddivisi in tre alberi: cacciatore per chi vuole specializzarsi nell'uso dell'arco, guerriero per chi vuole puntare sul combattimento e assassino per chi privilegia l'approccio stealth. Non mancano le abilità passive e una manciata di skill di base  che determinano il comportamento del protagonista nelle azioni tipiche di un assassino.




Grafica impeccabile, colori nitidi e particolari curati nei minimi dettagli, una specialità della Ubisoft da sempre ma, la mia opinione è che cercare di smantellare il ricordo di Ezio Auditore, della trama che accompagnava lieve e soffice il gioco nonché rimediare ad errori fatali come, in parte Assassin’s Black Flag o Rouge, Unity o Syndicate sia molto difficile. Ciò che manca al giocatore è l’immedesimarsi in un ruolo, una filosofia, un credo quello degli assassini in modo chiaro e netto. Riuscirà Ubisoft a far risorgere la passione verso il suo prodotto di punta?

  


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