domenica 7 ottobre 2018

Assassin's Creed Odyssey recensione.

Assassin's Creed Odyssey  è finalmente- per alcuni-uscito il 5 Ottobre 2018, le vendite sono notevoli, come notevoli sono le aspettative legate ad una serie impegnativa nella storia e nella grafica.


Assassin's Creed Odyssey è ambientato nell'antica Grecia, durante la guerra del Peloponneso, 400 anni prima degli avvenimenti raccontati da Assassin's Creed Origins.


In Assassin's Creed Odyssey, come già detto il player, potrà indossare i panni di Alexios o Cassandra e, al di là della scelta si troverò davanti ad un personaggio esiliato dalla famiglia a causa di una nefanda professione dell'oracolo Delfi, personaggio che, dopo 17 anni, torna nella terra natia per un incarico come mercenario e li incontra coloro che lo hanno messo al bando, ecco l'Odissea.

Provando Assassin's Creed Odyssey il personaggio che spicca è Cassandra, sì vi è una differenza tra i due personaggi, non solo cromosomica ma di approccio al gioco. Cassandra è più carismatica, è più simile al fare dei vecchio e buon Ezio Auditore da Firenze. 

Alexios è simile nelle movenze ad un assassino sia nel vestiario che nel muoversi. Svista? Intento narrativo molto nascosto?Chi può dirlo.
Assassin's Creed Odyssey si incaglia presto nei dialoghi anche secondari che, se non svolti danno l'impossibilità di svolgere il gioco, la trama sembra quindi, anzi è, indotta della serie o la strada A o la A. Semplice.
Gli spostamenti in Assassin's Creed Odyssey avvengono prevalentemente attraverso nave, ben fatta nei particolari e nello stile greco  che, come in Assassin's Creed Black Flag deve essere potenziata, anche se i combattimenti in mare sono meno frequenti. 
I punti di osservazione diventano solo ed esclusivamente luoghi di spostamento rapido sarà ICARO l'aquila che segue il personaggio, ad indicarvi gli obbiettivi. 
La cosa che lascia l'amaro in bocca è che il personaggio in Assassin's Creed Odyssey è obbligato a livellare, ad accrescere l'albero delle abilità per poter affrontare in combattimento avversari potenti, cosa che un tempo con abilità individuali del player, astuzia e un pizzico di fortuna era possibile.
L'audio e il comparto sonoro in Assassin's creed Odyssey è effettivamente indimenticabile, i motivi cantati dai marinai sulla nave risuonano in testa. La grafica In Assassin's Creed Odyssey è curata ed efficace ma non al passo con la tecnologia, i movimenti del cavallo-mezzo di trasporto su terra oltre che le gambe- è legnoso pare quasi preso dagli episodi precedenti e trasportato in un futuro tecnologico che non lo rispecchia. 
Il sistema di combattimento in Assassin's Creed Odyssey  è la nota dolente, è tortuoso improntato alla crescita  del  personaggio, allo svolgimento dei dialoghi soprattutto secondari-emerge come la paura da parte degli sviluppatori della Ubisoft che il gioco non venga svolto nella sua interezza- il consumo della adrenalina nel combattimento porta il giocatore ad arretrare nella sfida non a giocarsela per evitare una morte imminente.
Conclusione Assassin's Creed Odyssey lascia l'amaro in bocca. La storia non ha contraddizioni è coerente con l'epoca ma non ha mordente non ha guizzi che illuminino lo schermo o meglio ancora gli occhi di un player attento come attenti sono sempre stati i giocatori di Assassin's Creed. La strada del gioco è segnata lo spazio per un vagare del player all'interno del gioco non esiste e questo è un male. La libertà di gioco è una forse delle poche libertà ancora esistenti. La trama, l'intento di Assassin's Creed doveva rimanere entro binari ben dettati dall'inizio della serie non resa l'ombra di se stessa.
La Nutella ha la stessa formula da decenni ed è riconoscibile attraverso molti canali percettivi: sapore, colore, confezione, solo recentemente la formula è stata rivitalizzata. Perchè un prodotto come Assassin's Creed è stato smaterializzato mantenendo la stessa confezione?

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